Vampyroteuthis infernalis detto anche calamaro vampiro è una delle creature più enigmatiche e affascinanti delle profondità oceaniche. Nonostante il nome suggestivo, non è né un vero calamaro né un vampiro: appartiene a un ordine a sé stante, i Vampyromorphida, che rappresentano un antico ramo evolutivo tra i calamari e i polpi.
Caratteristiche generali
Il Vampyroteuthis infernalis può raggiungere una lunghezza totale di circa 30 centimetri, quindi è relativamente piccolo. Il suo corpo è di un rosso scuro o nerastro, e la consistenza è gelatinosa, adattata alla vita nelle profondità dove la pressione è elevata e la luce quasi assente. I suoi occhi sono enormi — proporzionalmente tra i più grandi del regno animale — e riflettono la luce con tonalità blu o verdi, rendendolo uno spettacolo inquietante nel buio dell’oceano.
Habitat
Vive a profondità comprese tra 600 e 900 metri, nella cosiddetta zona afotica degli oceani tropicali e temperati, dove la luce solare non penetra. In questo ambiente, povero di ossigeno, il calamaro vampiro ha sviluppato adattamenti straordinari: può sopravvivere in acque con una concentrazione di ossigeno inferiore al 3%, grazie a un metabolismo estremamente lento e a un sangue ricco di ematocianina, una molecola che trasporta l’ossigeno in modo più efficiente a basse concentrazioni.
Alimentazione
Contrariamente alla sua nomea terrificante, il calamaro vampiro non è un predatore attivo. Si nutre principalmente di “neve marina”, un misto di detriti organici, plancton morto e feci che cadono lentamente dalle acque superficiali. Usa i suoi lunghi filamenti retrattili — simili a tentacoli — per catturare queste particelle e portarle alla bocca, avvolgendole in un muco appiccicoso.
Difesa e comportamento
Quando è minacciato, il Vampyroteuthis non spruzza inchiostro come i suoi parenti, ma emette nuvole di luce bioluminescente grazie a organi chiamati fotofori. Questi lampi improvvisi servono a confondere i predatori. Inoltre, può adottare una postura difensiva detta “mantello del terrore”, in cui avvolge il corpo con le braccia unite da una membrana nera, mostrando file di spine molli che lo fanno apparire più grande e minaccioso.
Curiosità evolutive
È considerato un “fossile vivente”, poiché conserva tratti primitivi che si sono mantenuti per oltre 300 milioni di anni.
Il suo nome scientifico significa letteralmente “calamaro vampiro dell’inferno”, ma la sua natura è tutt’altro che infernale: è un esempio di adattamento pacifico e ingegnoso alla vita estrema.
A differenza di molti cefalopodi, non ha una fase larvale attiva, ma cresce lentamente mantenendo la stessa forma di base fin dalla nascita.

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